Twitter e Lyme alleati?

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Uno studio congiunto delle università di Harvard (USA) e di Montréal (Canada) ha utilizzato Twitter come strumento di sorveglianza della malattia di Lyme negli Stati Uniti. L’analisi - pubblicata lo scorso 16 ottobre sulla rivista scientifica BMC Medical Informatics and Decision Making - ha rilevato una “correlazione abbastanza forte” fra numero dei tweet e dati ufficiali sui casi di malattia, mettendo anche in evidenza il contributo della piattaforma social nel “diffondere la consapevolezza popolare sulla malattia di Lyme”.

In pratica le abitudini di tweeting si sono rivelate un “termometro” affidabile sulla diffusione e l’incidenza dell’infezione, oltre che un inedito quanto promettente indicatore epidemiologico.

 

Perché Twitter?

 

La scelta del popolare social network è dovuta al fatto che conta 76,9 milioni di iscritti e colloca gli Stati Uniti in testa ai paesi con il maggior numero di utenti.

Ogni giorno la piattaforma registra 500 milioni di tweet in tempo reale, per lo più pubblici e geolocalizzati in modo specifico.

Permette quindi di avere accesso a un ampio e aggiornato set di dati e di poterli analizzare in modo dettagliato.

 

Come si è svolto lo studio

 

La ricerca si è articolata in tre fasi:

- nella prima sono stati raccolti circa 1,3 milioni di tweet in lingua inglese, pubblicati tra il 2010 e il 2019, poi rielaborati per estrarre quelli più rilevanti sulla malattia di Lyme

- il procedimento ha consentito di ottenere un set di 77.500 tweet utilizzato per addestrare, convalidare e testare un modello di classificazione dei tweet più pertinenti

- i risultati ottenuti sono stati quindi confrontati con i dati ufficiali disponibili per la malattia di Lyme.

Il raffronto ha:

- confermato una stretta correlazione tra tweet e casi di malattia soprattutto nel 2017, 2018 e 2019

- sottolineato il ruolo svolto da Twitter nel 2015 e 2016 per far aumentare la consapevolezza generale sulla malattia di Lyme

 

Il precedente inglese

 

Un analogo studio – pubblicato nel 2019 sul Journal of Biomedical Informatics - è stato condotto in Gran Bretagna e Irlanda tra il 1 luglio 2017 e il 30 giugno 2018.

L’analisi dei 13.757 tweet raccolti ha permesso di:

- individuare 5.212 utenti geolocalizzati nel Regno Unito e nella Repubblica di Irlanda

- trovare una corrispondenza tra i tweet sulla malattia di Lyme e i rapporti di sorveglianza nazionale

- considerare Twitter una piattaforma dotata di un elevato potenziale per scoprire precocemente focolai di malattia.

 

Qual è il valore dei dati digitali?

 

I livelli di "rumore" dei social media si stanno rivelando un campo di indagine che attira l’interesse dei ricercatori per la potenziale capacità di fornire, in modo rapido ed economico, indizi e segnalazioni geograficamente identificate sul sorgere o l’espandersi delle malattie.

Il fenomeno, noto come epidemiologia digitale, non è tuttavia privo di rischi.

L’utilizzo di dati provenienti dai social media rappresenta infatti una sfida sul piano dell’accuratezza, ma soprattutto su quello della privacy.

Tuttavia i comportamenti on line delle persone che utilizzano il web per esprimere le loro preoccupazioni, segnalare il loro stato di salute, cercare informazioni su sintomi e rimedi possono rivelarsi un nuovo, quanto interessante strumento di allerta precoce e monitoraggio delle malattie.

 

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fonte: www.pexels.com

Fonte immagine: https://bmcmedinformdecismak.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12911-023-02315-z#Tab1