Lyme: la microscopia in campo oscuro

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Individuare l’agente responsabile della malattia di Lyme in un campione di sangue è una prova certa dell’infezione e consente una diagnosi sicura. Tra i metodi disponibili c’è la microscopia in campo oscuro. Perché non viene utilizzata di routine?

I motivi sono essenzialmente tre:

- la concentrazione dei batteri di Lyme nel sangue è molto bassa e si riduce drasticamente dopo il prelievo

- il campione dev’essere raccolto e gestito con procedure molto rigorose per essere idoneo all’esame e risultare privo di contaminazioni, anche ambientali, che potrebbero falsare il risultato

- l’osservazione al microscopio è svolta da un operatore e comporta una valutazione soggettiva, non standardizzabile, con possibilità di errore anche per l’occhio più allenato.

 

Cosa dice la ricerca scientifica

 

Uno studio pubblicato ad agosto 2023 riporta una tecnica di osservazione microscopica in campo oscuro modificata, in grado di rilevare la struttura dei batteri di Lyme nel sangue. Messa tuttavia alla prova, ha dato risultati deludenti:

- ha infatti riconosciuto l’esistenza della malattia solo nel 66% dei pazienti effettivamente colpiti dall’infezione

- ha classificato come malati ben l’85% dei sani che hanno partecipato alle prove di controllo.

Lo studio conclude che l’esame microscopico in campo oscuro è “inadatto per la diagnosi della malattia di Lyme” a causa della bassa specificità (capacità di individuare i soggetti sani) e del numero elevato di risultati falsamente positivi. Ritiene quindi che l’esame vada considerato solo per scopi di ricerca.

 

Il metodo DualDur

 

La società ungherese Lyme Diagnostics Ltd ha ottenuto dall’Unione Europea un contributo di 3.507.750 euro per migliorare la microscopia in campo oscuro e testare un sistema automatizzato, indicato come «metodo DualDur», in grado di:

- dare stabilità ai campioni di sangue e rilevare i batteri di Lyme anche a minime concentrazioni

- utilizzare l’intelligenza artificiale (AI) per individuare al microscopio gli agenti infettivi, così da ridurre al minimo l’errore umano.

Nel sito della UE dedicato alla ricercanon sono tuttavia pubblicati i risultati della sperimentazione e non sono disponibili dati o documenti sulla validazione dell’innovativo test.

 

Cosa sappiamo

 

Neanche il sito della Lyme Diagnostics Ltd riporta gli esiti della sperimentazione condotta con il DualDur.

La società menziona solo i centri dove si è svolta, precisando “I risultati dettagliati saranno pubblicati in un articolo scientifico”, a tutt’oggi assente.

Ulteriori ricerche sui dettagli dello studio effettuate con PubMed - noto database internazionale di articoli scientifici e medici - segnalano:

- “i risultati dello studio non sono stati presentati

- nessuna pubblicazione disponibile”.

Non sorprende quindi se la società ungherese afferma: nella «microscopia automatizzata in campo oscuro DualDur […] la valutazione viene eseguita digitalmente da un software, ma i risultati hanno valore diagnostico solo dopo la convalida umana».

 

Qualche dubbio

 

Come si convalida il risultato di un test di cui non sono note le verifiche sui parametri delle prestazioni?

Le strade percorribili sono essenzialmente due:

- la ripetizione manuale dell’esame, con l’inevitabile possibilità di errore

- l’esecuzione di prove di controllo, utilizzando i test attuali.

 

Qual è l’utilità della microscopia in campo oscuro?

 

La risposta è data con chiarezza dalla Lyme Diagnostics: anche sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale la diagnosi (di malattia di Lyme) con la microscopia in campo oscuro vale «come metodo complementare».

Sembra quindi confermata l’indicazione della ricerca scientifica: nella malattia di Lyme i risultati attuali dell’osservazione microscopica in campo oscuro non garantiscono una diagnosi certa e vanno interpretati con cautela per l’eventualità, tutt’altro che remota, di un numero elevato di falsi positivi.

 

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fonte immagine Pixabay