Zecche: teniamo alta la guardia

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Le zecche sono una “minaccia” anche d’inverno. Lo rivelano i ricercatori dell’università di Hannover che hanno analizzato l’attività delle zecche nei periodi invernali 2020-2021 e 2021-2022, documentando la loro ricerca dell’ospite anche nei mesi più freddi (da dicembre a febbraio).

I risultati delle indagini dimostrano che le zecche sono attive a temperature comprese fra -2,1°C e +16,5°C, soprattutto dopo giornate miti e senza vento.

 

Un rischio tutto l’anno

 

La ricerca pubblicata sul numero di novembre della rivista Ticks and tick-borne diseases (Zecche e malattie trasmesse dal morso di zecca) attribuisce ai cambiamenti climatici la prolungata attività delle zecche nella stagione invernale.

Prevede inoltre tre effetti causati da inverni sempre più miti:

- probabili infestazioni lungo tutto il corso dell’anno

- maggiori possibilità di incorrere nel morso di zecca

- rischi di malattia più elevati “per gli esseri umani e gli animali”.

 

Le più “aggressive”

 

Lo studio segnala fra le specie più attive nei mesi invernali:

- la comune zecca dei boschi (Ixodes ricinus), principale vettore della malattia di Lyme e della Tbe (encefalite da zecche)

- la sempre più diffusa zecca degli acquitrini (Dermacentor reticulatus), responsabile della trasmissione di vari agenti infettivi all’uomo e agli animali, tra cui la grave Babesiosi canina.

 

I rischi per gli animali da compagnia

 

I bersagli preferiti dalle zecche nel periodo invernale sono soprattutto cani e gatti abituati a frequentare ambienti esterni (giardini, parchi, boschi).

Stando ai dati raccolti dai 219 veterinari coinvolti nello studio:

- cani e gatti hanno dimostrato infestazioni continue di zecche durante l’inverno

- il tasso di infestazione nei cani è risultato maggiore rispetto ai gatti

- il mese più a rischio si è rivelato febbraio, con numeri crescenti di Ixodes ricinus e di Dermacentor reticulatus estratte dagli animali da compagnia.

 

Le indicazioni

 

I ricercatori “raccomandano fortemente” il regolare controllo delle zecche su canie gatti nei mesi invernali e una pulizia accurata di cucce e giacigli.

Consigliano inoltre di sentire il veterinario di fiducia per eventuali trattamenti acaricidi, da individuare in base alla zona, all’entità delle infestazioni e ai rischi di trasmissione di agenti infettivi.

 

Una minaccia anche per l’uomo

 

Lo studio segnala che da dicembre a febbraio il rischio zecche è probabilmente sottostimato dalla maggior parte delle persone.

Da qui l’invito a:

  • usare le normali precauzioni tutto l’anno quale “necessaria” misura di protezione

  • effettuare un’accurata ispezione del corpo, dei vestiti e delle attrezzature dopo attività, passeggiate ed escursioni in luoghi situati all’aperto.

Tra gli interventi raccomandati vi è anche l’informazione al pubblico sui rischi collegati al morso di zecca durante la stagione invernale.

Un invito che raccogliamo, invitando le persone a non abbassare la guardia in questo periodo dell’anno.

 

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Fonte immagine:www.pexels.com