Lyme: le prospettive di un nuovo test

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Un test sulle urine “in grado di rilevare i batteri (Borrelia) che causano la malattia di Lyme e di confermare l’infezione subito dopo il morso di zecca”. È l’innovativa tecnica a cui stanno lavorando i ricercatori dalla George Mason University, in Virginia (USA).

Lo sviluppo del test è sostenuto da un finanziamento federale di 1,2 milioni di dollari e prevede tre anni di lavoro per la messa a punto della nuova metodologia di analisi.

 

Gli esami sierologici

 

Attualmente i test più utilizzati nella diagnosi della malattia di Lyme sono quelli sierologici. Individuano nel sangue dei pazienti la presenza di anticorpi contro la Borrelia, il battere responsabile della malattia.

Poiché gli anticorpi si formano lentamente, sono rilevabili soloalcune settimane dopo il morso di zecca. Ciò implica la necessità di attendere i “tempi tecnici” della loro formazione prima di effettuare gli esami, diversamente c’è il rischio di ottenere un risultato falsamente negativo (perché gli anticorpi non si sono ancora formati).

Gli anticorpi inoltre possono durare a lungo nel sangue ed essere evidenziati dalle analisi anche dopo il trattamento, ad infezione risolta. Sono quindi utili per confermare il sospetto di infezione in presenza di sintomi riconducibili alle fasi acute (anticorpi IgM) o alla fase tardiva (IgG) della malattia di Lyme, ma da soli non bastano per avere una diagnosi certa.

 

Il nuovo test

 

L’esame sulle urine rileva invece la presenza dei batteri. È quindi in grado di dimostrare se il morso di zecca ha trasmesso o meno la Borrelia, agente della malattia, subito dopo la puntura.

Rispetto agli attuali test sierologici ha due vantaggi:

- consente di avere una prova certa dell’infezione (perché individua la presenza dei batteri di Lyme),

- di iniziare subito le terapie, contribuendo a prevenire gli effetti debilitanti e a lungo termine dell’infezione.

Per i ricercatori della George Mason University si tratta di uno strumento diagnostico che potrà “rivoluzionare l’accertamento e la diagnosi della malattia di Lyme”.

 

I risultati delle sperimentazioni

 

Le prime verifiche hanno dato risultati incoraggianti, dimostrando la capacità del nuovo test di rilevare:

- “un tasso di veri positivi (sensibilità del test) pari al 90%

- un tasso di veri negativi (specificità del test) vicino al 100%”.

Per convalidare i dati di sensibilità e specificità, nonché gli indicatori diagnostici saranno tuttavia necessari diversi studi prospettici condotti su un gran numero di campioni. A questo fine i ricercatori utilizzeranno reperti biologici forniti dalla Lyme Disease Biobank e dalla Johns Hopkins University, due strutture di eccellenza nella ricerca clinica e diagnostica delle malattie trasmesse da zecche.

 

La raccolta del campione a casa

 

Il progetto della Mason University prevede anche la sperimentazione di un contenitore pieghevole per la raccolta delle urine, da utilizzare a casa e inviare al laboratorio incaricato delle analisi tramite posta.

A parere degli sviluppatori “il contenitore offrirà un modo privato, comodo e conveniente per raccogliere il campione al proprio domicilio senza compromettere l'accuratezza del test di laboratorio" e sarà idoneo a:

- preservare il campione biologico

- evitare la sua degradazione

- garantire l'accuratezza del test di laboratorio

rendendo l’esame alla portata di tutti.

 

Premesse promettenti

 

Sebbene lo sviluppo del test sia ancora agli inizi gli scienziati della Mason University ritengono promettente l’intero progetto e sono ottimisti sull’impatto che potrà avere nella diagnosi tempestiva e accurata della malattia di Lyme.

 

 

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