Zecche giganti sul Carso triestino

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In Friuli Venezia Giulia desta preoccupazione la significativa presenza di “zecche giganti” o “zecche marginate” (Hyalomma marginatum), individuata sull’altopiano del Carso dai ricercatori del Museo di storia naturale di Trieste. Non è la prima volta che questi esemplari di zecche sono segnalati in Italia, ma “in passato si è trattato di ingressi indiretti, come ospiti di uccelli migratori o di animali vivi trasportati verso i macelli. In questo caso si tratterebbe invece dell'insediamento di una popolazione stabile”.

Per gli esperti del Museo la causa è dei cambiamenti climatici, responsabili di aver “annullato le prolungate gelate invernali sul Carso”, consentendo alle zecche giganti di trovare le condizioni adatte per insediarsi nella parte orientale della provincia di Trieste.

 

Caratteristiche e comportamento

 

Le Hyalomma marginatum sono zecche di grandi dimensioni (possono raggiungere i 2 cm quando sono congeste di sangue) e sono chiamate per questo “zecche giganti”.

Hanno occhi ben sviluppati con i quali individuano l’ospite e trovano i nascondigli dove rifugiarsi.

A differenza delle comuni zecche dei boschi (Ixodes ricinus) non aspettano passivamente le proprie vittime (animali o uomo), ma cercano l’ospite attivamente e sono in grado di inseguirlo per dieci minuti o più, camminando o correndo per una distanza che può arrivare anche a 100 metri.

 

I luoghi a rischio

 

Le zecche marginate tollerano diverse condizioni di temperatura e umidità e si adattano a una grande varietà di ambienti naturali, comprese le zone aride e assolate, con pietre ed erba bassa.

È quindi possibile imbattersi nel loro morso anche:

- lungo i sentieri

- dove vegetazione è scarsa.

 

Come proteggersi

 

Quando si cammina in zone dove è segnalata la presenza di zecche marginate è importante seguire tre consigli pratici:

- non fermarsi per riposare, mangiare o scattare foto (il movimento costante riduce la possibilità di essere raggiunti dalle zecche marginate)

- controllarsi spesso (senza appoggiare a terra zaino ed equipaggiamento)

- se c’è una zecca sulla pelle va tolta subito (essendo più grandi e mobili sono anche più facili da individuare e togliere).

Va inoltre messa in conto la stagionalità: da inizio primavera fino all’autunno inoltrato anche le zecche giganti diventano più aggressive e intensificano la ricerca dell’ospite sul quale nutrirsi.

 

Una minaccia per la salute

 

Da alcuni anni il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Istituto superiore di sanità (Iss) seguono con attenzione il diffondersi della zecca marginata in Europa e in Italia.

Il parassita infatti è responsabile di varie zoonosi ed è il principale vettore della febbre emorragica Crimea-Congo (CCHF), un’infezione virale grave e potenzialmente pericolosa per la vita. Finora non si sono registrati casi nel nostro Paese, ma la malattia è considerata un problema emergente in Europa.

Nell’ultimo decennio ha colpito Albania, Bulgaria, Kosovo, Russia, Turchia, Grecia e più recentemente la Spagna.

L’Ecdc pubblica un rapporto annuale sul diffondersi della febbre emorragica Crimea-Congo nel territorio europeo e un dettaglio dei casi accertati. L’obiettivo è prevenire l’espansione della malattia, per la quale non c’è ancora una cura specifica.

 

 

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