Zecche: i consigli delle Guide Alpine

Zecche e Tbe: il bellunese sotto assedio
01 luglio 2024
Con l’arrivo dell’estate quanti frequentano le zone di montagna devono tener conto dell’elevata presenza di zecche anche a quote medio-alte ed essere consapevoli dei rischi per la salute.

A diffondere l’avviso è il Collegio Nazionale Guide Alpine, il quale sottolinea che le zecche non sono un semplice fastidio, ma possono rivelarsi “una causa di infezioni e un potenziale veicolo di malattie infettive”.

 

Non ci sono zone indenni

 

Le zecche, rimarcano le Guide Alpine, sono sempre più diffuse nelle aree montane.

Si incontrano nei percorsi a bassa e media quota, in particolare fra gli arbusti e l’erba alta, ma nella stagione estiva è possibile trovarle oltre i 2000 metri e “dove si va ad arrampicare anche d’inverno, sono ormai presenti praticamente tutto l’anno”.

Chi va in montagna deve quindi organizzarsi “per una prevenzione continuativa” e ricordare che non ci sono posti sicuri dove abbassare la guardia.

 

Un effetto del clima

 

Il problema zecche è sensibilmente aumentato negli ultimi anni.

A causa dell’innalzamento delle temperature e, più in generale, dei cambiamenti climatici in corso le zecche sono attive per buona parte dell'anno e a quote via via più elevate. Incontrarle durante un’escursione è un evento sempre meno raro.

Una situazione impensabile fino a un decennio fa quando era difficilissimo incontrare zecche durante l'inverno oppure sopra i 1500 metri.

 

Cosa fare

 

Le Guide Alpine ricordano l’importanza di ispezionarsi sempre al ritorno da un'escursione, da un’arrampicata o da una camminata nei prati o nei boschi e invitano a farlo con l’aiuto di un'altra persona per controllare anche i punti più difficili, come la nuca e la schiena.

Poiché il morso di zecca raramente viene avvertito ed è difficile accorgersi di avere una zecca sulla pelle, raccomandano di dedicare all’ispezione una particolare cura per:

- individuare rapidamente eventuali zecche presenti sul corpo,

- staccarle il prima possibile utilizzando una semplice pinzetta a punte sottili o uno specifico estrattore, disinfettando poi la parte interessata “per evitare piccole infezioni”.

 

Vietati i «rimedi della nonna»

 

Per rimuovere una zecca gli esperti alpini invitano a non utilizzare sostanze oleose o irritanti perché potrebbero causare un rigurgito della zecca e aumentare la trasmissione di agenti infettivi.

Consigliano inoltre di non toccare mai la zecca a mani nude per non incorrere, anche accidentalmente, nel loro morso.

 

I segni da monitorare

 

Le Guide Alpine sottolineano che punture di zecca possono trasmettere varie infezioni.

Le due più comuni sono la malattia di Lyme e l’encefalite da zecche (o Tbe). Entrambe possono rivelarsi molto serie e in grado di causare disturbi persistenti, soprattutto se non riconosciute e curate per tempo.

Il segno caratteristico della malattia di Lyme è una lesione sulla pelle: appare come una macchia rossache tende lentamente a espandersi. Per questo motivo è chiamata Eritema migrante.

Più subdola invece la presentazione dell’encefalite da zecche, spesso legata a sintomi poco specifici come febbre, brividi, mal di testa e dolori a muscoli e articolazioni. Solitamente sono di breve durata, ma dopo un periodo di relativo benessere può iniziare la seconda fase di malattia “caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale, con la comparsa di paralisi dei nervi cranici e spinali, anomalie dell’equilibrio, tremori, confusione mentale”.

Se alcuni giorni o settimane dopo un’escursione o un’attività in montagna dovesse comparire un arrossamento cutaneo o si presentasse una febbre di origine sconosciuta accompagnata da disturbi di tipo simil-influenzale è quindi importante rivolgersi subito al medico.

 

Come proteggersi

 

Le Guide Alpine sottolineano che il metodo più efficace per tutelare la propria salute è evitare i morsi di zecca.

Per riuscirci la prima regola è il corretto abbigliamento: utilizzando pantaloni lunghi, una maglia a maniche lunghe, calzettoni e scarpe alte e chiuse le zecche hanno più difficoltà a trovare un lembo di pelle al quale attaccarsi.

Esistono anche degli spray repellenti, ma sono sostanzialmente gli stessi pensati per gli insetti, quindi nessuno ha un’efficacia protettiva del 100%. Inoltre vanno usati seguendo scrupolosamente le avvertenze riportate sui prodotti.

 

I consigli

 

Le zecche sono una minaccia quasi invisibile ma concreta per gli escursionisti e gli amanti della natura.

Informarsi, essere consapevoli dei potenziali rischi causati dal loro morso e adottare semplici misure preventive può contribuire a proteggere la propria salute e permette di “godere le meraviglie della natura in montagna in modo sicuro”.

 

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fonte immagine pexels.com